Enada di Rimini e il futuro delle virtual race

Si è da poco conclusa l'Enada di Rimini 2015, uno degli appuntamenti più importanti dell'anno dedicato a tutti gli operatori del settore dei giochi a premio ed uno spazio particolare lo si è voluto dedicare in modo specifico al mercato delle Virtual Race che sembra aver dato uno scossone al mercato del gioco e che possa avere ancora ampi margini di miglioramento per il prossimo futuro.

Il successo di questo nuovo modo di scommettere, su eventi che invece di avere come protagonisti in carne ed ossa fanno leva su di un software in grado di simulatori praticamente qualsiasi genere di gioco e competizione, è andato ben sopra le aspettative nel 2014, ma non per questo gli operatori di settore vogliono trastullarsi sui bei numeri ottenuti, al contrario credono che i margini di crescita, dopo solo un anno dal lancio siano davvero molti.

A tal proposito ad Enada è stato organizzato un incontro dove sono stati gli esponenti delle varie società che ad oggi operano nel mercato del betting virtuale a raccontare il loro punto di vista su quello ch è stato e quello che sasrà per il prossimo futuro delle scommesse virtuali e abbiamo voluto riassumere in un articolo quelli che sono gli aspetti emersi.

Per Snai parla il direttore digital e business gaming che dichiara di aver seguito tutta la storia del betting virtuale italiano, il quale dichiara che dopo un anno la piattaforma di Snai è ben collaudata, ma che si potrebbero sicuramente portare ulteriori miglioramenti per dare una identità ancora più marcata a questo tipo di prodotto che deve essere reso ancora più riconoscibile dal betting tradizionale. Si tratta di un prodotto che non punta a svuotare le tasche dei giocatori e la puntata media di circa 3 euro fino ad ora giocata ne è la testimonianza. Per quanto riguarda invece il confronto con i ".com" possiamo tranquillamente affermare che, l'offerta sulle virtual race di Snai, ma anche quella dei nostri diretti competitor, non ha nulla da invidiare oggi al mercato straniero.

Per Intralot ha invece detto la sua il direttore gaming e trading Massimiliano Monte che ha invece sottolineato il lavoro fatto sul fronte del terrestre dove sono più di 500 i centri Intralot che offrono ad oggi le virtual races e come questo prodotto sia stato particolarmente gradito ai giocatori che hanno subito dimostrato un grande interesse. Aggiunge inoltre come il settore possa ulteriormente espandersi, a patto però che le attuali norme vengano ammorbidite e venga allargato il numero di eventi giornalieri, unico vero limite delle scommesse virtuali in Italia rispetto ai prodotti esteri.

Scommesse Virtuali su SnaiPer Lottomatica Paolo Leonori fa invece una interessante analisi del giocatore medio di scommesse virtuali che in Italia è nella quasi totalità dei casi di sesso maschile, con un'età media di 43 anni ed una spesa di circa 57 euro mensili. Continua poi raccontando come questo mercato porti incassi molto costanti rispetto alle scommesse tradizionali in ogni giorno della settimana ed in ogni periodo dell'anno. Nessuna stagionalità quindi ed un fatturato costantemente in ascesa che offre ampi margini di miglioramento.

Carlo di Maio di Eurobet racconta invece di come negli 870 punti terrestri sparsi sul territorio, i risultati siano ottimi, ma di come sia indispensabile provvedere al più presto ad elevare il numero massimo di eventi dai 500 attuali, fattore questo che limita pesantemente la crescita del settore. Di Maio parla anche della sofferenza a cui è stato sottoposto il mercato dell'ippica con l'avvento delle virtuali.

Infine la parola a Sisal con Massimo Temperelli che sottolinea come nelle agenzie le scommesse virtuali consentano di realizzare almeno il 30% degli incassi totali e di come questo prodotto possa essere fatto crescere ulteriormente, a patto però di voler incrementare il numero di eventi inseriti nel palinsesto, unico grosso vero limite del mercato.

I concessionari vogliono poter offrire più eventi

Dalle parole dei rappresentanti di ciascuna delle principali società italiane si evince come il desiderio di poter vedere l'ampliamento del paninsesto stia alla base della crescita del settore e d'altro canto anche noi non vediamo il motivo per cui, ad esempio, non si possa giocare in tarda serata ma solo dalle 7 alle 23, quando ci sono tantissime persone che amano intrattenersi al computer anche in ore più tarde. Una programmazione più ampia, magari in grado di abbracciare tutte le ore del giorno e della notte sarebbe un primo passo verso una ulteriore crecita: ora spetta ad AAMS ed agli organi competenti vagliare questa richiesta, decisamente più che sussurrata.

 

Giocare con i Virtual Games