Snai diventa il più grande gestore italiano di scommesse virtuali

Il mercato dei giochi a premio è sempre più vivo e specialmente nelle retrovie le società che operano in questo mercato, sempre più grande ed articolato si muovono alla costante ricerca dell'assett ideale, che permetta loro di guadagnare una posizione come leader di mercato.

A far parlare di se più di tutti in questo ultimo periodo è Snai che sta letteralmente di conquistare il bel paese del gioco con una fusione, quella con Cogemat dal quale nasce il più grande operatore di scommesse virtuali del paese e sul piano generale, il secondo più grande gruppo italiano del gioco in assoluto.


Perchè questa scelta? I motivi sono davvero moltissimi, ma uno che viene individuato tra quelli fondamentali ci viene dalla legge di stabilità che vede una gara che dovrebbe disputarsi entro fine 2015 e che vedrà la riassegnazione della concessione del Lotto e per poter competere con Lottomatica (ora divisione italiana del colosso internazionale IGT).

Il gioco del Lotto, nonostante la presenza dei giochi online sempre più importante, continua ad appassionare gli italiani che sono in grado di generare fatturati davvero molto importanti e rappresenta sicuramente un grosso affare per chi riuscirà ad aggiudicarsi la nuova concessione, anche se siamo fermamente convinti che Lottomatica non andrà tanto per il sottile per evitare di farsi soffiare il gioco da cui prende anche il nome. Nessuna voce giunge invece sul fronte di Sisal che avendo tra le mani il Superenalotto potrebbe in un certo senso essere anch'essa interessata al Lotto visto che la sestina vincente del Superenalotto è determinata proprio sulla base dei primi estratti delle ruote del Lotto.

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I levrieri condannati e i loro angeli

L'opinione pubblica è sempre più interessata alle vincende delle quali si rendono protagonisti animali maltrattati ed un vero e proprio polverone si è alzato quando la tv e nello specifico il Tg satirico Striscia la Notizia ha dedicato ampi spazi alla triste situazione dei levrieri che fino a poco tempo fa venivano impiegati nelle corse in Irlanda e Spagna e che in seguito alla chiusura dei cinodromi stavano andando verso  una destinazione senza ritorno.

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Scandalo in Australia nelle corse dei levrieri

A partire da oggi abbiamo deciso di cominciare a raccontarvi o meglio, a sensibilizzarvi su tanti degli argomenti che per troppo tempo sono rimasti tabù nel mondo delle corse che coinvolgono gli animali e oggi vogliamo farlo riprendendendo una notizia di Ansa che parla di come la crudeltà dell'uomo non abbia confine, quando spinto dal denaro.

Inutile cercare risposte più o meno accettabili che possano giusitifcare ogni azione che porti sofferenza agli animali al solo fine di trarne un profitto ed è proprio per questo che abbiamo deciso di dare visibilità a certe storie, che speriamo possano portare a riflettere e che vi facciano capire che le tecnologie attuali, in grado di offrirci corse virtuali simulate di cavalli , cani e quant'altro rendano completamente inutili le corse tra animali vivi che di tutto vorrebbero fare nella vita, tranne che dover correre per poter vivere.

Ciò che è emerso da una lunga indagine condotta dalla televisione australiana ABC, con la quale ha documentato con filmati esplicativi molto cruenti, come per allenare i levrieri al fine di aumentarne ulteriormente le prestazioni venissero impiegati dei piccolo animali vivi come conigli, gatti, porcellini e opossum, fatti letteralmente sbranare dai cani.

In poche parole durante questi allenamenti clandestini uno di questi piccoli animali vengono legati vivi ad un'asta metallica poi fatta correre lungo l'ovale del circuito ed i cani vengono liberati e cominciano a rincorrere la preda. Il fatto che invece di qualcosa di inanimato possano fiutare una preda viva li eccita provocando prestazioni maggiori rispetto a ciò che avviene con l'esca finta. Ripetendo questa azione costantemente la muscolatura del cane diventa più possente e le sue prestazioni in gara per forza di cosa migliori.

E l'animaletto legato all'asta? Il problema sta proprio qui, perchè al termine della corsa di allenamento la povera bestiola viene concessa ai cani come premio che hanno diritto di sbranarla viva: questo è qualcosa di cui facciamo fatica persino a scrivere credeteci.

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Le virtuali di SNAI in lieve flessione

E' tempo di bilanci, quantomeno provvisori in casa SNAI dove il consiglio di amministrazione si è riunito per approvare il resoconto relativo al primo trimestre del 2015 che ha portato con se risultati soddisfacenti, ma che si spera di poter migliorare ulteriormente nel prossimo futuro riportando in crescita i settori più inflazionati e ridando linfa vitale al comparto delle scommesse virtuali che per la prima volta dalla sua apertura fa segnare la sua prima flessione, anche se i dati presentati non sono comunque per nulla allarmanti.

 ALLA BASE DI TUTTO L'AMPLIAMENTO DEL PALINSESTO

Continua ad essere l'argomento su cui tutti gli operatori che hanno voluto investire nel settore delle scommesse virtuali stanno continuando a fare pressione. Il palinsesto attuale che ricordiamo nuovamente consente ai gestori di offrire le scommesse virtuali limitatamente ad un orario compreso tra le 7 e le 23 con un numero massimo di 500 eventi per giornata è ritenuto insoddisfacente e si sta lavorando affinchè la normativa possa offrire maggior spazio di azione.

I DATI SUL FATTURATO DI SNAI, PRESENTANO UN MERCATO CHE CHIEDE NOVITA'

Non è stato sicuramente un trimestre all'insegna dell'ottimismo, ma questo dipende in gran parte dalla totale assenza di novità in questo periodo, cosa che ha portato ad un decremento delle entrate.

A soffrire di più sono i giochi a base sport ivi comprese le scommesse ippiche che registrano perdite con percentuali a due cifre rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente e a trainare il trend negativo anche le scommesse ippiche, sempre più vittime delle corse virtuali che attirano sempre più appassionati delle corse di cavalli tradizionali a questo nuovo mondo dove è possibile giocare costantemente durante tutto l'arco della giornata senza dover attendere che siano programmate le corse nei campi di gara terrestri.

I mercati che invece crescono sono quelli delle VLT terrestri, le famose slot machine ad alto payout dislocate in tantissime sale in tutto il paese e che continuano a riscuotere un ottimo successo e di pari passo vanno i casinò online che continuano indisturbati ad incrementare il proprio fatturato a quasi quattro anni dall'esordio nel mercato italiano.

Un dato interessante arriva anche dal payout medio dei giochi che arriva a sfiorare l'80%: interessante sia per l'azienda che riesce a trarre profitto che per il giocatore che si trova a divertirsi in un mercato sostenibile dove la quantità di denaro che torna nella tasche dello scommettitore sotto forma di vincita in denaro è sempre molto alto.

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Sogei - Bene le scommesse virtuali

Si sono incontrati a Milano i massimi rappresentanti del settore del gambling online italiano in occasione dell'osservatorio nazionale sul gioco online dove si è parlato in maniera approfondita dell'andamento del settore nel nostro e a tal proposito è stata davvero interessante la relazione fatta in prima persona da Cristiano Cannarsa, amministratore delegato di Sogei, partner tecnologico dei Monopoli di Stato per il quali si occupa di tutta la parte informatica che gestisce il settore del gambling online italiani e le prime parole vengono espresse proprio nei confronti delle scommesse virtuali che vengono inserite nella parte trainante del mercato.

Sogei parla dei risultati con una dettagliata radiografia di tutto il settore

Cannarsa inizia la sua relazione con l'elenco dei bocciati e dei rimandati ed il gioco che più si trova in sofferenza e che ha perso più terreno rispetto all'anno precedente (ricordiamo che tutto il ragionamento viene fatto basandosi sul confronto dei risultati del 2013 rispetto a quelli del 2014) è il bingo per il quale il fatturato si è ridotto di ben il 9% e che pare non avere più lo stesso appeal nei confronti dei giocatori, sempre più attratti dai casinò online e dal betting.

Non positiva la situazione del betting exchange, il nuovo modo di scommettere che sta spopolando a livello internazionale e che nel nostro paese non è ancora riuscito ad accattivare i player, vuoi per i pochi operatori che al momento offrono questa formula di gioco e vuoi per la ridotta liquidità ch si riesce ad ottenere in un mercato nazionale chiuso come quello italiano.

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Eurobet sigla uno storico accordo con Vermantia

Il mercato delle virtual race in Italia continua a dimostrare tutta la sua vivacità con continui investimenti da parte degli operatori per rendere il proprio servizio sempre più appetibile per gli scommetitori che non ci stancheremo mai di ricordare, stanno dando ragione a questo nuovo modo di concepire le scommesse e che sta richiamando a se una folta schiera di giocatori, con un margine di crescita ancora ampio e da esprimere ed ecco che Eurobet ha deciso di voler investire ancora più risorse siglando con una delle maggiori società che realizzano software e contenuti per il mercato delle scommesse virtuali. 

Vermantia alla sua settima presenza in terra italiana

Il settore è abbastanza nuovo ed è pertanto normale che parecchi di voi non avranno mai sentito nominare questo brand, al contrario di quanto non accada quando si parla delle software house che sviluppano i casinò online e le poker room virtuali, ma in realtà stiamo parlando di una delle più cnosciute aziende nel mondo ed anche nel nostro paese, visto che l'accordo siglato con Eurobet è il settimo riguardante il mercato regolamentato da AAMS, a testimonianza che quelli di Vermantia con le virtual races ci sa davvero fare.

Eurobet ha deciso di puntare molto in questo settore che ritiene essere al momento uno dei più redditizi nel mercato del gaming italiano e che possa offrire ancora un enorme margine di crescita, specialmente se le leggi verranno rese più morbide e consentiranno di ampliare gli attuali 500 eventi massimi a palinsesto che, secondo quanto detto nel tavolo di lavoro tenutosi all'ultima edizione dell'Enada di Rimini, è attualmente l'unico grosso limite di un mercato vivace ed attivo.

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